Vai al contenuto
Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · GASTRONOMIA E ARCHIVI STORICI
Giustizia e scandali · Inghilterra

Il cavallo restituito per una ghinea

Robert Drummond fu condannato per aver assistito Ferdinando Shrimpton nell’omicidio di Simon Prebent, cocchiere del signor Tyson. Riconosciuti colpevoli anche di svariate rapine a mano armata sulle strade maestre, entrambi gli uomini furono giustiziati a Tyburn nel 1730.

Un uomo chiedeva soltanto di ritrovare il proprio cavallo. Era stato derubato sulla brughiera di Hounslow Heath: la cavalcatura, un orologio d’argento e pochi spiccioli erano finiti nelle mani di Ferdinando Shrimpton. Ora che il malvivente era stato catturato, il viaggiatore si recò da lui a supplicarlo di aiutarlo. Shrimpton promise. Una ghinea passò di mano; il cavallo, che valeva quindici sterline, ricomparve. Per l’orologio la faccenda si rivelò meno agevole. Il carcerato aveva ancora degli interessi da tutelare, e non coincidevano certo con quelli della sua vittima.

Fu necessario sborsare trentaquattro scellini, per il tramite della consorte del proprietario, onde ottenere il riscatto dell’orologio impegnato presso un usuraio. Il resoconto imputa le prime esitazioni al timore di scontentare quest’ultimo. Shrimpton, dal canto suo, giudicò soprattutto che una mezza corona ricompensasse assai miserevolmente il suo disturbo. Così la restituzione stessa fruttava al ladro. Dietro gli assalti lungo le strade maestre affioravano gli oggetti dispersi, i traffici sotterranei e le nuove somme estorte a chi era già stato spogliato di tutto.

La cronaca giudiziaria che tramanda questo episodio narra congiuntamente il percorso di Shrimpton e quello di Robert Drummond. A Sunderland, Drummond aveva gestito una bottega di ferramenta, godendo di una reputazione rispettabile. I suoi vicini non sospettavano minimamente, annota il cronista, che egli cercasse il proprio sostentamento anche lungo le vie maestre. Ma gli eccessi finirono per compromettere la discrezione di quella doppia vita. Arrestato in seguito a una rapina, fu condannato alle assise, per poi beneficiare di una grazia commutata nella deportazione. Trovò nondimeno il modo di fare ritorno in Inghilterra.

Quel rientro non lo ricondusse dietro il banco. La cronaca gli ascrive numerose aggressioni e un’indole brutale: sparava sui viandanti che tentavano la fuga e percuoteva quanti si sottomettevano. Persino il proprio fratello James fu trascinato nelle sue imprese. Quando le indagini si fecero serrate, Robert lo abbandonò al suo destino; il cronista riconduce la morte di James a questo abbandono. La banda, tuttavia, si ricostituì. Insieme agli Shrimpton, Drummond avrebbe perpetrato fino a nove o dieci rapine in una sola notte. La cifra, riferita dalle carte dell’epoca, dà la misura della febbrile attività attribuita al gruppo.

Anche Ferdinando proveniva da una famiglia in cui la rispettabilità era servita da paravento. Suo padre viveva a Bristol; sotto un’apparenza irreprensibile, era anch’egli, secondo la medesima fonte, un bandito di strada. Una sera, alcuni gendarmi fecero irruzione in una locanda per arrestare un altro individuo. Credendosi braccato, l’uomo estrasse una pistola e ne uccise uno. Il suo stesso terrore lo aveva tradito più inesorabilmente di qualsiasi indagine. Condannato per quell’omicidio, confessò ulteriori delitti. Dopo l’esecuzione, il suo cadavere fu esposto in catene.

Il figlio aveva ricevuto un’istruzione, senza tuttavia apprendere alcun mestiere. Dopo la morte del padre, si arruolò come fante nelle Guardie. La paga veniva integrata con i proventi delle rapine. Si associò a Drummond, e i due persuasero William Shrimpton, cugino di Ferdinando, a prender parte a uno o due assalti. Compiuto questo primo passo, Ferdinando non gli diede più tregua. Quel cugino trascinato sulle strade maestre sarebbe tuttavia divenuto colui che li avrebbe inchiodati dinanzi ai giudici.

Tutti e tre furono arrestati. William accettò di testimoniare contro i propri complici. All’Old Bailey, un nome dominava i capi d’accusa: Simon Prebent, cocchiere al servizio del signor Tyson. Ferdinando Shrimpton era imputato di averlo assassinato; Robert Drummond, di avergli prestato manforte. Entrambi furono riconosciuti colpevoli. La medesima sentenza fu emessa per la rapina perpetrata ai danni di Tyson subito dopo la morte del cocchiere. La banda si era appropriata del denaro del viaggiatore; un altro uomo, al suo servizio, vi aveva rimesso la vita.

I capi d’imputazione successivi portavano dinanzi alla corte altri viandanti e altre spoglie. Robert Furnel era stato privato di un orologio di pregio, di una ghinea e mezza, di monete d’argento, di una frusta e di vari effetti personali. A Jonathan Cockhoofs era stato sottratto un cavallo castrone baio stimato nove sterline, oltre a maialini da latte e tagli di carne suina. Drummond e Shrimpton furono dichiarati nuovamente colpevoli. Beni tanto disparati appartenevano ad altrettanti viaggi spezzati sulla strada: ciò che i malviventi potevano arraffare costituiva il loro bottino, senza distinzione alcuna tra un orologio e le vettovaglie.

Ormai condannati a morte, ammisero soltanto di essere stati dei grandi criminali. Ottenere da loro i dettagli dei fatti fu impresa ben diversa. Due uomini, Knowland e Westwood, erano già stati giustiziati per rapine di cui ora si sospettavano Drummond e Shrimpton. Questi ultimi non fornirono la conferma attesa. Incalzato dalle domande, Drummond andò in collera: dovevano forse addossarsi tutte le rapine della contea? Quel rifiuto lasciava aperta una questione che la loro stessa condanna non bastava a sciogliere.

La moglie di Knowland insistette fino agli ultimi istanti. Scongiurò Drummond di dire la verità: stava per morire, e una confessione ulteriore non avrebbe aggravato la sua sorte. Per lei, invece, poche parole avrebbero potuto riabilitare la memoria e il nome di un uomo giustiziato. Non ottenne alcuna risposta risolutiva. Il cronista registra questo estremo tentativo senza potergli attribuire l’esito sperato. Il sospetto contro i due condannati rimane tale; il loro silenzio non si tramuta nella prova di un altro misfatto.

Nemmeno l’assassinio del cocchiere sembrava turbare Ferdinando. Durante una predica incentrata espressamente sul crimine di omicidio, egli continuò, riferisce la cronaca, a discorrere e scherzare con i compagni. Il cronista ravvisa in tale condotta un’impenitenza assoluta. Si può accogliere o meno tale giudizio morale, ma la scena tramandata conserva intatta la sua durezza: si parlava di un uomo ucciso, e colui che era stato condannato per quella morte sembrava non provarne alcuna inquietudine.

Drummond e Ferdinando Shrimpton furono giustiziati a Tyburn il 17 febbraio 1730. Il primo aveva circa cinquant’anni, il secondo una trentina. William, il complice divenuto testimone d’accusa, aveva contribuito a condurli fino al patibolo. La moglie di Knowland era andata a cercare una parola che non le era stata concessa. Il viaggiatore di Hounslow Heath aveva recuperato il cavallo e l’orologio pagando un nuovo tributo. Al termine di questa vicenda, i conti non tornavano per tutti allo stesso modo: certe cose si potevano restituire; né Simon Prebent né gli uomini già impiccati potevano fare ritorno.

Da questo caso potrebbe nascere un libro

Aiutaci a scegliere il nostro prossimo libro

Hai appena letto il racconto completo di questo caso storico. Ci ispira tre progetti narrativi ancora da scrivere. Quale vorresti veder nascere? Il tuo voto guiderà AB Éditions.

racconto lungo

Il cocchiere sulla strada maestra

Un racconto d'indagine storica seguirebbe il caso di un cocchiere rinvenuto cadavere dopo l'assalto a una carrozza. Un soldato è accusato di aver sferrato il colpo mortale, mentre il suo complice avrebbe unicamente trattenuto le briglie dei cavalli. Un orologio sottratto a un altro viaggiatore ricompare presso un banco dei pegni, e il registro colloca i due uomini in luoghi differenti. Una vedova del villaggio deve scegliere quale delle due testimonianze osare sottoscrivere. Un'inchiesta incentrata sulla difficile distinzione delle singole responsabilità penali.

Caricamento dei voti…

romanzo

Il testimone del castrone baio

Un romanzo storico legherebbe insieme tre rapine di strada: la morte di un cocchiere, il furto di un orologio e la sparizione di un cavallo. Un testimone dell’accusa ha preso parte a una delle aggressioni e tenta di ottenere la grazia denunciando i compagni per le altre. Il magistrato deve discernere i fatti a cui il teste ha realmente assistito dalle menzogne che ripete per salvarsi la vita. Un intreccio fittizio in cui ogni crimine riconduce alla medesima banda, ma non allo stesso colpevole.

Caricamento dei voti…

trilogia

Le tre strade

Una trilogia giudiziaria racconterebbe le vicende di tre bande criminali unite dal medesimo asse viario. Un cocchiere, un viaggiatore e un mercante di cavalli cadono vittime di agguati distinti. In ciascun volume, un complice fattosi delatore ascrive al vecchio socio un delitto che dichiara di non aver commesso. Un’investigatrice mette a confronto itinerari e refurtiva per separare le prove certe dai meri sospetti. Una serie storica sul dovere della giustizia di attribuire a ciascuno il proprio esatto ruolo in ogni fascicolo processuale.

Caricamento dei voti…

Una scelta per caso su questo browser, modificabile e revocabile. I progetti più sostenuti nutriranno le nostre scelte editoriali. Come vengono conservate le scelte.

Scopri gli altri progetti nel Salone →
Il quadro storico e la nostra parte di ricostruzione

Lettura integrale della fonte 145 (1.066 parole). La cronaca distingue l'omicidio del cocchiere Simon Prebent, imputato a Ferdinando Shrimpton con Drummond come complice, dalla rapina ai danni del signor Tyson successiva alla morte del cocchiere e dalle rapine perpetrate contro Robert Furnel e Jonathan Cockhoofs, per le quali entrambi furono condannati. Un episodio distinto avvenuto a Hounslow Heath è riportato nella fonte: Shrimpton rese un cavallo a un viaggiatore dietro compenso di una ghinea e l'orologio fu riscattato tramite la moglie del derubato; tale evento è separato dal furto subito da Cockhoofs. I racconti Everett/Timms/Perry/Brown riguardano altri viandanti e altre aggressioni nella medesima brughiera. La fonte riporta altresì sospetti non confermati relativi alle rapine attribuite a Knowland e Westwood, i quali non vengono presentati come fatti accertati. Drummond e Shrimpton furono giustiziati a Tyburn il 17 febbraio 1730, rispettivamente all'età di circa cinquanta e trent'anni. Nessun testo del catalogo pubblico o bozza cap400 tratta di Prebent, Tyson, Furnel o Cockhoofs; i nomi assenti nei testi di catalogo sono verificati attraverso il dettaglio di ciascun procedimento.

← Tutti i 1.003 casi del Gabinetto