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Giustizia e scandali · Inghilterra

Le porte di Ratcliffe Highway

Due massacri insanguinano Ratcliffe Highway nel dicembre del 1811: prima i Marr, poi i Williamson. L'ex marinaio John Williams viene collegato a entrambi i luoghi da oggetti, frequentazioni e testimonianze controverse; muore in cella prima del processo, lasciando un'accusa priva di verdetto.

La porta resta sbarrata quando la domestica dei Marr fa ritorno senza le ostriche. Aveva lasciato la casa di Ratcliffe Highway mezz'ora prima, con una libbra destinata al fornaio e all'acquisto della cena: la padrona allattava in cucina il neonato di tre mesi, il padrone rassettava la bottega e il giovane garzone James Goen lavorava al suo fianco. Di ritorno, la ragazza bussa e suona il campanello; la guardia notturna l'aiuta a chiamare la famiglia. Nessuno risponde. Un vicino, l'usuraio Murray, scavalca il muro del cortile ed entra dal retro. Nella bottega trova Goen senza vita, poi il signor Marr e la moglie assassinati. Infine scorge il neonato nella culla, anch'egli sgozzato.

La guardia aveva scambiato qualche parola con Marr mentre questi chiudeva bottega, verso mezzanotte. Al suo ritorno, controllando le imposte, aveva notato un perno allentato. Bussa all'uscio; una voce che gli parve insolita risponde che va tutto bene. Poi la serva si mette a suonare a ripetizione, nell'impossibilità di entrare. Una somma considerevole di denaro resta intatta nell'abitazione e nessun bottino evidente sembra essere stato asportato. Borrow ne deduce che un rientro più tempestivo della fanciulla abbia forse interrotto un furto, ma la cronaca tace su ciò che gli assalitori avrebbero fatto se ella fosse tornata più tardi.

La casa dei Marr è incastonata in un dedalo di cortili e vicoli ciechi. Alcuni vicini scorgono degli uomini allontanarsi in tutta fretta, senza poterne distinguere i tratti. La cronaca suppone che siano fuggiti attraverso un piccolo cortile, abbiano oltrepassato un cancello e traversato una casa disabitata per sbucare in Pennington Street. Tale itinerario offre una verosimile via di fuga, non l'identità di coloro che l'hanno percorsa. Il delitto rimane orfano di un colpevole accertato.

Diversi giorni dopo, alcune grida scuotono nel sonno il quartiere di New Gravel Lane. Sopra il King's Arms, John Turner, un inquilino, ode una donna invocare aiuto: «Ci stanno assassinando tutti!» Si precipita dabbasso e scorge un uomo intento a frugare nelle tasche della signora Williamson. Turner risale a prendere le lenzuola, le annoda al piede del letto e si cala dalla finestra. La guardia notturna lo raccoglie in strada. Altri residenti forzano l'accesso attraverso la botola della cantina.

Williamson giace ai piedi della scala, la gola squarciata, accanto a un arnese di ferro. Al piano superiore, la signora Williamson e la fantesca Bridget Harrington giacciono a loro volta trucidate. La famiglia gestiva da quindici anni il King's Arms, locanda nota per accogliere forestieri di passaggio. Poco prima dell'orario di chiusura, il vicino Anderson, un conestabile, era passato a bere una birra. Williamson gli aveva segnalato un tale con un mantello marrone che orecchiava alla porta, chiedendogli di tenerlo d'occhio. Anderson promise di tornare; ma a farlo accorrere sono le grida: trova Turner sul selciato ed entra insieme alla folla.

Turner non è in grado di identificare l'uomo veduto. Fornisce una statura approssimativa e descrive un lungo mantello scuro; più tardi, rifiuterà di giurare che il sospetto sottopostogli gli assomigli. Il racconto della sua fuga comprova la presenza di un uomo nella stanza con la signora Williamson, ma non salda quell'individuo alla figura di John Williams tramite un riconoscimento certo. La questione si riduce dunque agli indizi che indirizzano i magistrati verso un ex marinaio irlandese di trent'anni, alloggiato al Pear Tree.

Williams era stato imbarcato insieme a Marr sulla medesima nave della Compagnia delle Indie Orientali: Marr in qualità di servitore del capitano, Williams come marinaio semplice. La cronaca pone a contrasto la loro condotta e riferisce che alcuni protettori avevano sovvenzionato Marr affinché aprisse la bottega dopo il congedo. Williams conosceva altresì i coniugi Williamson; frequentava talvolta il King's Arms e si professava loro amico. Spiega di aver trascorso una serata da loro poco prima del secondo massacro, intrattenendosi con la signora Williamson, che gli era parsa di buonumore.

Più di un dettaglio desta l'inquietudine degli inquirenti. Addosso a Williams vengono rinvenuti una banconota da una libbra e del denaro spicciolo; egli afferma di esserseli procurati impegnando alcuni abiti presso un usuraio. Sarebbe rientrato al proprio alloggio verso l'una del mattino la notte del massacro dei Marr. Alcuni indumenti affidati a una lavandaia risultavano strappati e macchiati di sangue; tuttavia, uno risaliva a prima del primo omicidio e l'altro a parecchi giorni dopo. Williams sostiene che il primo capo si era rovinato durante una rissa in una taverna, dove un avventore gli aveva lacerato il colletto e spaccato il labbro.

I ferri del mestiere conferiscono ai sospetti una consistenza più materiale. Un maglio recante le iniziali J. P. e un lungo scalpello vengono rinvenuti nella casa dei Marr. Appartenevano, a detta dei testimoni, a una cassetta degli attrezzi affidata al marito della locandiera di Williams da un marinaio carpentiere, John Peterson, prima di prendere il mare. Il marito, recluso a Newgate per debiti, riconosce il maglio con molte riserve: ritiene che la punta spezzata corrisponda a un arnese di sua memoria, ma non giura che si tratti proprio del medesimo.

La locandiera esita dapprima a identificare gli attrezzi. È suo nipote William Rice, un fanciullo di circa undici anni, ad affermare di aver giocato spesso nel cortile con un maglio sbeccato, riconoscendolo non appena gli viene mostrato. Il carpentiere Peterson è ormai salpato per l'estero; gli attrezzi non erano custoditi sotto chiave e chiunque nella casa poteva avervi accesso. Durante un nuovo interrogatorio, il mercoledì successivo, il locandiere riconosce nondimeno il lungo scalpello rinvenuto dai Marr come un utensile di Peterson, e la moglie si pronuncia a sua volta sul maglio. Simili riscontri legano gli oggetti a quell'alloggio; non provano, di per se stessi, chi se ne sia armato per compiere la strage.

Altri testimoni riferiscono circostanze ambigue. Un compagno di stanza ritrova le proprie calze coperte di fango dietro un baule e le vede poi lavare da Williams. Quest'ultimo ne contesta inizialmente la proprietà, poi le monda e le restituisce al compagno. La signora Orr riferisce un altro episodio, antecedente all'eccidio dei Marr. Williams si trovava in casa di lei a notte fonda quando una guardia notturna le portò uno scalpello rinvenuto vicino alla finestra. Williams afferrò l'arnese esclamando parole concitate, ma la donna preferì trattenerlo. Dopo l'arresto, lo mostrò alla locandiera: costei ne confrontò i contrassegni con gli attrezzi del baule di Peterson e lo riconobbe come proveniente dalla propria casa. La Orr consegnò allora questo secondo scalpello ai magistrati. Rammentava tuttavia che Williams scherzava spesso con sua figlia e badava volentieri al bambino; entrambe lo ritenevano incapace di violenza. La cronaca accosta tale domestica familiarità ai sospetti delle guardie, senza mai produrre una sola testimonianza diretta che collochi l'uomo all'interno della dimora dei Marr.

Williams viene tratto in arresto il 23 dicembre. I magistrati si accingono ad ascoltare nuovi testimoni quando, il venerdì successivo alla cattura, i secondini lo trovano cadavere nella sua cella di Coldbath Fields, impiccato al proprio fazzoletto da collo. Non è stato processato e non ha mai risposto delle imputazioni dinanzi a una giuria. Martedì 31 dicembre, la cronaca descrive una processione pubblica: la salma viene distesa su una carretta scoperta, esposta insieme al maglio, allo scalpello, a un arnese di ferro rinvenuto presso i Williamson e a un palo di legno. Il corteo sfila davanti alle due case prima di raggiungere un trivio, dove il cadavere viene calato nella terra e trafitto dal palo. Questo rituale sancisce la punizione pubblica di un sospettato morto senza processo.

Borrow sostiene che il compendio degli indizi rendesse la colpevolezza quasi certa. Ma la persuasione del cronista non equivale a un verdetto. La morte in cella tronca l'azione giudiziaria prima che i nodi probatori vengano sciolti dinanzi ai giurati. Le famiglie Marr e Williamson sono state sterminate; il nome di Williams resta inchiodato a entrambe le stragi da un'accusa che nessun tribunale ha mai pronunciato in nome della legge.

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La bottega dopo mezzanotte

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Il quadro storico e la nostra parte di ricostruzione

Capitolo di Borrow in OCR esaminato integralmente dall'autore e da un revisore indipendente, pp. 82–102, righe 5398–6072. Il primo riferimento a stampa («Saturday night, December 11») risulta incoerente con il calendario del 1811; la narrazione evita di indicare un giorno esatto e un computo numerico degli intervalli. Il secondo eccidio è datato al 19 dicembre dal capitolo, l'arresto al 23, la morte al venerdì successivo e la processione al 31: si eviti di confondere questi ultimi due eventi. Root ha esaminato unicamente brani scelti, non l'intero capitolo. Nessun facsimile né faldone d'archivio originale è stato consultato; le accuse rimangono ascritte alle fonti, preservando la totale assenza di un verdetto giudiziario.

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