Il sangue era filtrato attraverso il tavolato prima che chicchessia acconsentisse a narrare l’accaduto. Il 15 maggio 1808, due serve intente a discorrere in casa dei Sollier, a Chaumont, scorsero ciò che colava dal fienile. Salirono, scostarono alcuni covoni di paglia e scorsero un braccio. Non si spinsero oltre. Restava loro da lasciare la casa per dare l’allarme; in seno a quella famiglia, un moto tanto semplice sarebbe già stato imputato loro a colpa.
L’una, Élisabeth Olivier, serviva presso Jean-Baptiste Sollier. L’altra, Barbe Guilhelme, era venuta a trovarla. Fu Barbe a correre per avvertire la propria padrona; il sindaco ne fu informato e si recò sui luoghi. Riconobbe François, uno dei figli del proprietario. Il cadavere fu piantonato per la notte, in attesa del giudice di pace di Susa. La scoperta oltrepassava ormai il recinto domestico. Alla famiglia non apparteneva più il privilegio di stabilire che cosa i vicini avrebbero appreso.
L’indomani si procedette all’esame del corpo, rinvenuto nudo nella paglia. Le ferite al capo furono ricondotte a colpi inferti con una pietra e un bastone. Tracce di sangue sulle dita della mano destra indussero a presumere che François avesse tentato di farsi scudo al volto. Quelli di casa avanzarono un’altra versione: un qualche rivale in amore avrebbe potuto sopprimerlo. Fu additato un pergolato i cui legni apparivano sforzati, tale da consentire l’accesso al fienile dall’esterno. Si profilava dunque, in apparenza, un cammino offerto a un estraneo.
Gli inquirenti appresero tuttavia ben presto che i dissidi non avevano alcun bisogno di transitare per quel pergolato. Gli interessi dei figli Sollier si scontravano attorno alle sostanze paterne. Ciascuno temeva i vantaggi accordati agli altri. Due giorni prima del rinvenimento, un litigio aveva contrapposto François al vecchio; il figlio lo avrebbe scaraventato a terra. La cronaca di Champagnac ritrae l’intera famiglia a fosche tinte. Tale severità non può valere da prova contro i singoli membri, eppure serba memoria dei conflitti che l’istruttoria si sarebbe sforzata di dipanare.
Joseph-Thomas, fratello di François, divenne ben presto il centro dei sospetti. Gli si rimproveravano violenze remote contro i congiunti e una singolare animosità verso l’estinto. Una relazione di François avrebbe compromesso il suo disegno di matrimonio con la figlia di un tale Joannes. Le nozze, le sostanze, l’ordine delle nascite: nelle deposizioni e nelle successive dichiarazioni, ogni beneficio appariva occupato da qualcuno che ricusava di cedere il passo. Il movente non si profilava come un odio privo d’oggetto; aveva le dimensioni anguste e pervicaci d’una casa che più eredi reputavano già di propria spettanza.
Marguerite, la loro sorella, fu parimenti chiamata in causa. Si diceva avesse duramente redarguito la fantesca per aver disvelato le tracce ematiche. Di quel rimprovero ella avrebbe fornito una diversa spiegazione: intendeva soltanto che il padre fosse avvertito prima degli estranei. La distinzione non era vana. Voler mantenere l’autorità sulla casa, persino in un frangente siffatto, non dimostrava ancora una complicità nel delitto. Nondimeno, a quel punto dell’indagine, la ripulsa indirizzata alla serva accostava Marguerite pericolosamente al segreto celato sotto la paglia.
La condotta del padre richiamò a sua volta l’attenzione. Informato del liquido che colava, avrebbe parlato ora di vino, ora del sangue d’una bestia. Aveva tardato a replicare al sindaco. Questi riferiva altresì il suo disegno d’inumare il cadavere senza attendere il giudice di pace. Padre, figlio e figlia furono arrestati. I turbamenti degli uni, le parole degli altri, la comune reputazione li avvincevano in un medesimo addebito; restava da stabilire se tale comunanza di sospetti corrispondesse a una comunanza di atti.
La perquisizione recò elementi materiali. Sotto la scala della cucina si rinvennero un manico di scure macchiato di sangue e un abito corto color caffè, consueto indumento di François. Sulla spalla della veste si trovavano capelli frammisti a sangue, fra i quali un capello grigio. La cronaca scorge in tale nascondiglio interno un argomento poderoso contro la pista d’un aggressore forestiero. Non si disponeva tuttavia d’alcuna identificazione individuale paragonabile a quelle oggi concepibili. La veste e il manico riconducevano le indagini entro le mura domestiche; non designavano, da soli, la mano che aveva percosso.
Il padre spiegò che François aveva manifestato il proposito di recarsi a Susa per riscuotere il pagamento d’un carico di gesso. Non vedendolo il giorno appresso, aveva creduto il viaggio intrapreso. Respinse le circostanze contestategli. Marguerite affermò d’essere rimasta quasi tutto il giorno fuori casa e di esservi rientrata soltanto a rinvenimento compiuto. Joseph-Thomas, da principio, negò con pari fermezza ogni cosa, financo la presenza d’una scure nell’abitazione. Poi la sua versione mutò: aveva ucciso il fratello, ma per legittima difesa.
Raccontò d’esser rincasato da casa Joannes verso la mezzanotte. François lo avrebbe atteso presso la stalla, gli avrebbe scagliato una grossa pietra e lo avrebbe trascinato per i capelli, pretendendo, quale primogenito, di maritarsi prima di lui. Joseph-Thomas sarebbe fuggito nel fienile; inseguito e nuovamente percosso, avrebbe afferrato una pietra, sopprimendo l’avversario. Il padre, assicurò allora, ignorava ogni cosa. Quel racconto gli attribuiva l’atto letale, ma mirava a spostarne l’origine: l’uomo inquisito diveniva colui che aveva cercato di sottrarsi a un assalto.
Seguì un’ulteriore dichiarazione. Joseph-Thomas ammise questa volta d’aver atteso che François dormisse per trucidarlo, indi d’averne celato gli indumenti. Il mutamento era decisivo. Tra il respingere un fratello che percuote e l’approssimarsi a un fratello addormentato, la condotta confessata non concedeva più il medesimo spazio alla scriminante invocata. Champagnac attribuisce questa nuova confessione al rimorso; non ci è dato conoscere i moti interiori dell’accusato. Ci troviamo innanzi a una diversa dichiarazione, riferita da un cronista convinto della sua colpevolezza, e dobbiamo guardarci dal trasformare tale convincimento in una sonda della coscienza.
Il padre morì in carcere durante il procedimento. Joseph-Thomas ritrattò allora le proprie ammissioni e accusò l’estinto. Il vecchio, sosteneva adesso, aveva preso le sue difese durante una lite, ricevendo poi da François un calcio che ne avrebbe cagionato la morte. Più tardi, sarebbe andato a sopprimere il figlio. Joseph-Thomas si dipingeva ora come un testimone inerme; le prime confessioni gli sarebbero state estorte dal genitore, nella speranza di salvarsi entrambi. Colui che la prima versione dichiarava estraneo all’eccidio ne diveniva così l’autore, nel momento esatto in cui non poteva più rispondere.
L’istruttoria disponeva nondimeno d’un passo compiuto verso una persona vivente. Dopo il rinvenimento della salma, Joseph-Thomas si era recato dalla giovane Joannes. Traendola in disparte dalla compagnia in cui ella si trovava, le aveva domandato di attestare ch’egli era rimasto al suo fianco durante l’intera notte tra il 14 e il 15 maggio. Tale alibi sollecitato non concordava né con la zuffa nel fienile né con la scena attribuita dipoi al padre. Introduceva, nel groviglio delle versioni susseguitesi, il tentativo di far suffragare da altri un’assoluta estraneità di luogo.
Il 9 settembre 1808, la corte di Torino condannò Joseph-Thomas Sollier alla pena capitale per l’omicidio del fratello. Marguerite fu mandata assolta: il dibattimento non ne aveva provato la correità. La raccolta tramanda la sentenza, senza riferire l’esecuzione. Il padre era perito senza giudizio. Occorre tener distinte queste tre sorti, sebbene il cronista raccolga la famiglia sotto un unico ammonimento sull’educazione e la discordia. Le due fantesche avevano scorto un cadavere; la giustizia aveva dovuto distinguere tra persone che il sospetto aveva da principio accomunato. Sotto la paglia giaceva una vittima. Intorno a essa, i vincoli del sangue non bastavano a spiegare l’assassinio, né a condannare quanti li condividevano.
