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Armes de la Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRES
Le 54 Storielle della Cancelleria · Parigi, Montrouge, Saint-Rémy e Passy, 1791-1792

La casa di Passy

Prendono in affitto a Passy una casa per una signorina che deve partorirvi. Vi si stamperanno assegnati falsi. L'incisore ha già rivelato tutto alla polizia.

In questa vicenda v’è tutto ciò che fa la delizia del romanzo: una società segreta, un laboratorio in campagna, una casa presa in affitto sotto mentite spoglie e, al centro di tutto, due uomini intenti a fare il doppio gioco. Ma non si tratta d’un romanzo; è un atto d’accusa, che la «Gazette» compendia carta dopo carta.

La «Società», come la definisce il testo, intendeva fabbricare falsi assegnati. Da principio aveva fatto incidere alcune lastre da un tal Malapeau; poi, giudicando che le lastre non avrebbero ingannato l'occhio più avvertito, deliberò di passare ai punzoni e ai caratteri di stampa. Occorreva un incisore di lettere. Un certo Guillot si rivolse a un tale la Reynie per scovarne uno; costui andò dal signor George, il quale acconsentì, proprio come aveva fatto Malapeau, e, al pari di lui, corse senza indugio a rendere deposizione dinanzi al commissario di polizia della sezione dei Thermes-de-Julien, il 2 dicembre.

I falsari, a prestar fede a tali dichiarazioni, lavoravano dunque sotto gli occhi della polizia a loro insaputa. George incise punzoni, contropunzoni, vignette, timbro a secco; si tirarono le bozze; la Società ne rimase soddisfatta. Il solo Vimal vi trovò qualche menda e, smanioso d'un successo impeccabile, fece recapitare all’incisore alcune note ove minuziosamente dettagliava i contrassegni caratteristici dei veri assegnati.

Vimal era il cartaio dell'impresa. Cominciò a lavorare i moduli in rue Pierre-Sarrazin; non trovandosi lì con l'animo abbastanza quieto, passò sei settimane nella casa di Guillot a Montrouge, e di lì a Saint-Rémy, presso Nonancourt, dove lo raggiunse un certo Sauvade. Altre sei settimane di fatica ostinata, a porte sprangate. Riportarono infine a Parigi carta da assegnati da 300, da 100 e da 50 lire.

Il 25 febbraio, sul nuovo boulevard, ebbe luogo la prima conferenza: Vimal, Guillot, George e la Reynie. Vimal, narra la «Gazette», si risolse allora a parlare. Era stato un tempo assai agiato, ma la Rivoluzione gli aveva tolto ogni cosa; si trovava ora gravato da impegni ingentissimi; alcuni amici gli avevano suggerito di battere moneta; dopo qualche giorno di riflessione, s'era deciso all'impresa, pur tra mille inquietudini, «poiché comprenderete bene che ben di rado si sta tranquilli in traffici simili». George gli assicurò che la carta era imitata a perfezione.

L'8 marzo, Vimal e Guillot presero in locazione per tre mesi, completamente ammobiliata, una casa a Passy, in rue Basse. Era, a sentir loro, destinata ad accogliere una signorina di provincia venuta a sgravarsi. Due giorni appresso, vi condussero George sotto falsi nomi, stabilendo il posto assegnato a ciascuna operazione. Si fissò infine un giorno per traslocarvi i ferri del mestiere, adottando le cautele più scrupolose.

Il foglio della «Gazette» si chiude su questo trasporto. Sappiamo, dall'intestazione del fascicolo, che la faccenda si concluse davanti al tribunale criminale; qui non vediamo ancora la porta di Passy spalancarsi innanzi agli sbirri. Resta la figura di questo Vimal, rovinato dalla Rivoluzione, che confidava i propri scrupoli proprio all’incisore che lo stava denunciando; e resta quella signorina di provincia, che in rue Basse non diede mai alla luce alcunché.

Gazette des nouveaux tribunaux, 1792, Tribunal criminel du département de Paris, causa contro i fabbricatori di falsi assegnati (Vimal, Guillot, Sauvade e altri).

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