I cacciatori di La Bruyère
Nei dintorni di Nîmes, venti cacciatori non inseguivano la lepre. Dieci brigandi, arrotati vivi. La loro vedetta aveva undici anni.
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MAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRESBrevi processi tratti dalle gazzette giudiziarie della fine dell’Ancien Régime e della Rivoluzione francese, raccontati d’un fiato.
Nei dintorni di Nîmes, venti cacciatori non inseguivano la lepre. Dieci brigandi, arrotati vivi. La loro vedetta aveva undici anni.
Leggi la storiella →A Chazelles, due piedi appena separavano i letti dei coniugi. La pistola non sbagliò dormiente. La giustizia, invece, fallì due volte.
Leggi la storiella →L'abate tratteneva le sei poltrone e fece gettare i debitori in prigione. I falsi testimoni confessarono davanti a un notaio. Gli innocenti rimasero in cella.
Leggi la storiella →Aveva trentasei anni e disse di sì per iscritto. Suo padre gridò al ratto. Undici anni dopo, lei era ancora rinchiusa in una casa di correzione, lui in prigione per debiti.
Leggi la storiella →Aveva firmato in bianco centinaia di condanne a morte. Nella primavera del 1795 fu compilata la sua. In Place de Grève, tra gli scherni della folla.
Leggi la storiella →Saint-Domingue brucia. Il governatore giura di non aver mai portato se non la coccarda tricolore. Un colono dispiega dinanzi ai giurati la bandiera dei rivoltosi.
Leggi la storiella →Centotrenta pezzi d'argenteria con le armi dei Polignac, murati in uno stipo. Una successione la richiama da Spa. Per essi troverà la morte.
Leggi la storiella →Un canonico, la sua serva, la madre di lei. Un martello. Il fratello e il nipote, arrotati vivi sulla piazza.
Leggi la storiella →Ventunomila uomini a guardia di quattordici leghe di fiume guadabile. «Avete forse paura?» Il battaglione non indietreggiò. Fu massacrato.
Leggi la storiella →All’osteria invoca un re. Lo denunciano. Ritorna, solleva il grembiale del delatore, vibra due colpi. Camicia rossa.
Leggi la storiella →Un negoziante che osa sguainare la spada contro un militare. Una sciabola appena arrotata. Due braccia squarciate fino all’osso. Tre parlamenti.
Leggi la storiella →La sorella giurò che non fosse suo fratello. Fu condannato come falsario, sotto un altro nome. Cinque anni più tardi, il Parlamento gli restituì il proprio.
Leggi la storiella →All'udienza, il testimone non ripete più quanto aveva messo per iscritto. Il presidente lo fa arrestare. Il Tribunale di cassazione cassa ogni cosa.
Leggi la storiella →Dodici anni, una pelle d'agnello rubata. Tredici anni, una notte dentro un confessionale, un bastone ferrato, un ceppo che resiste. Sei soldi di bottino.
Leggi la storiella →Il curato fugge con la moglie d'altri. Viene condannato alle galere in contumacia. I suoi creditori reclamano i frutti della parrocchia.
Leggi la storiella →Il padre aveva lasciato ogni sostanza alla figlia. Il figlio se la prese con il cadavere. Pagherà cento lire di preghiere per l'anima del defunto.
Leggi la storiella →Ventisei anni di matrimonio. Egli sporge querela per adulterio. La Tournelle lo respinge e ordina la cattura della moglie.
Leggi la storiella →Nove colpi di stiletto. La giuria l'assolve. L'indomani, undici giurati si ricredono. La cassazione le restituisce la libertà.
Leggi la storiella →Rapisce a mano armata una fanciulla minorenne, sotto gli occhi dei genitori. Davanti ai giudici invoca la scappatella, e reclama persino i danni morali.
Leggi la storiella →Il re è morto; il gendarme abbandona le sue insegne. Al caffè, vagheggia la vendetta. Giudicato l’8 agosto, giustiziato il giorno stesso.
Leggi la storiella →Prendono in affitto a Passy una casa per una signorina che deve partorirvi. Vi si stamperanno assegnati falsi. L'incisore ha già rivelato tutto alla polizia.
Leggi la storiella →Nascosto nella stanza, attende la vedova. Un ciocco, un coltello arrotato a bella posta. Il ricettatore è un curato.
Leggi la storiella →Il sarto lo aveva accolto sotto il proprio tetto. Egli lo uccise, facendone poi portar via le masserizie da alcuni complici. Arrotato vivo in piazza di Grève.
Leggi la storiella →Una bolla papale vergata con inchiostro rosso. Un tesoro sepolto sotto casa. Cinquecento lire, sei camicie, un prosciutto, un'andouille.
Leggi la storiella →Apponeva i sigilli nella dimora d'un defunto. Ne uscì con il portafogli: dieci azioni, due biglietti della lotteria. Poi svanì nel nulla.
Leggi la storiella →Il servitore aveva prestato i propri risparmi alle padrone. Esse diedero alle fiamme le sue cambiali. Gli fu intimato che sarebbe finito sulla forca.
Leggi la storiella →Un impiccato, un morto alle galere, tre innocenti. Sette anni dopo, il vero ladro parla: «Non tollererò che degli innocenti siano perseguitati».
Leggi la storiella →Due disertori si arruolano di nuovo sotto falso nome. Dilapidato l’ingaggio al caffè, rifiutano di pagare il conto. Nel loro portafoglio, i falsi atti di battesimo.
Leggi la storiella →Violentata al mulino, partorì sola una creatura nata morta e la fece seppellire dietro la chiesa. I primi giudici la condannarono a morte.
Leggi la storiella →La percuoteva da anni. Un mattino, la cacciò dal suo stesso letto e vi si coricò. Aveva novantotto anni.
Leggi la storiella →Gli avevano apposto i sigilli in casa. «Sono padrone a casa mia.» Li infrange, baratta l'oro con l'orpello, vende le specchiere. Undici anni di ferri.
Leggi la storiella →Marat entra; l’aula applaude. «Non è punto un colpevole che compare dinanzi a voi.» Gli si dà lettura dei suoi stessi articoli.
Leggi la storiella →La padrona trovata morta tra la sponda del letto e la parete. La fantesca sostiene di non aver udito che la caduta di un vaso da notte. Nessuno dei due letti era stato disfatto.
Leggi la storiella →Un parricida giustiziato a Marchiennes. Un avvocato scrive che un salasso lo avrebbe salvato, al pari di Ravaillac e Damiens. Il procuratore generale lo deferisce al Parlamento.
Leggi la storiella →Il procuratore giocava alla lotteria il denaro della sua cliente. In prima istanza: il bando. In appello: la gogna, la frusta, il marchio a fuoco, le galere.
Leggi la storiella →Cinque pistole, tre quarti di libbra di polvere, ventidue palle. Le nove di sera, la porta della Conciergerie. Un carceriere spira al mattino.
Leggi la storiella →Una serata al tavolo da gioco presso un ufficiale. Forti perdite, un baro da scovare. L’anfitrione, cacciato dal proprio reggimento, fa mettere ai ceppi un giovane negoziante per estorcergli una confessione.
Leggi la storiella →Ai piedi del patibolo, due condannati giurano che le due sorelle sono innocenti. Il giudice rifiuta di verbalizzare. L'una viene impiccata. L'altra si dichiara incinta.
Leggi la storiella →Una vecchia conoscenza, un pranzo, un caffè mandato a prendere fuori. Sonno di piombo, convulsioni, delirio. Arrotati vivi e gettati sul rogo.
Leggi la storiella →Un francese ragguaglia Versailles sulle squadre navali inglesi. I suoi informatori lo vendono. All’Old Bailey: alto tradimento, per uno straniero.
Leggi la storiella →Un vignaiolo sgozza il padre e la madre. Cartello: «Doppiamente parricida». Torcia di due libbre, pugno mozzato, ruota, rogo.
Leggi la storiella →Aveva chiavi false e non aveva rubato nulla. Otto anni di ferri. «Nessuno può essere punito se non in virtù di una legge.» La Cassazione gli dà ragione.
Leggi la storiella →Lo uccise tra le proprie braccia. Condannata alla forca, si dichiara incinta e ricorre in cassazione.
Leggi la storiella →Un avvocato, a piedi nudi, in camicia, la corda al collo, una torcia in mano, nella Grand-Chambre medesima. Un cartello: «Falsario insigne».
Leggi la storiella →Vengono trafugati i vasi sacri di una cappella. Sua moglie si è recata a Parigi: dunque è andata a venderli. Mesi di gattabuia per un chirurgo di paese.
Leggi la storiella →Sospettato d'un omicidio, rinchiuso a Bicêtre per via di una lettre de cachet, mai processato. Nove anni dopo: «Se sono colpevole, debbo perire sul patibolo».
Leggi la storiella →Al corteo funebre del signore, il curato consegna il feretro al confratello della parrocchia vicina con una formula latina: «il corpo fetido del mio nemico».
Leggi la storiella →Rifugiatosi a undici anni nella grotta d’una montagna, fu per anni il terrore della contrada. Portava con sé, si diceva, un’erba capace di rodere il ferro.
Leggi la storiella →Condannato, giustiziato in effigie, errò per vent'anni. Suo figlio, divenuto negoziante in Spagna, apprese che i veri colpevoli lo avevano scagionato ai piedi del patibolo.
Leggi la storiella →Il padre, che tutto aveva donato, se ne pentiva. Lungo la via del giardino scagliò pietre. Crollò al suolo. Il figlio fu accusato di parricidio.
Leggi la storiella →Un vetraio rapito nella notte da un cavaliere della maréchaussée. Oltre un mese di carcere, senza mandato, senza motivo. Cita in giudizio il prevosto generale.
Leggi la storiella →Aveva fatto revocare una pensione al segretario dell'intendente. Processo per concussione, giudice relatore nemico, sospensione dalla carica. Versailles cassa ogni cosa.
Leggi la storiella →Aveva minacciato lo zio. Lo si era visto aggirarsi con una scure. Fu condannato. Poco dopo, si scoprì il vero colpevole.
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