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Armes de la Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRES
Le 54 Storielle della Cancelleria · Yonne e Parigi, 1793

Il tentativo

Aveva chiavi false e non aveva rubato nulla. Otto anni di ferri. «Nessuno può essere punito se non in virtù di una legge.» La Cassazione gli dà ragione.

La causa è minuscola, ed è questo che la rende grande.

Un tale Hugot fu tradotto innanzi al tribunale criminale della Yonne con l'accusa di furto mediante chiavi false. Il giurì accertò i fatti: vi era stato tentativo, ma non furto consumato. Cionondimeno, il tribunale lo condannò a otto anni di ferri, in virtù dell'articolo del codice penale che puniva con tale pena il furto commesso mediante chiavi false.

Hugot ricorse in cassazione; e la sua istanza, riportata dalla Gazette, è un piccolo capolavoro di ragionamento.

La legge, argomentava egli, parla di un crimine consumato; ed è invece per una pretesa intenzione di commettere un crimine che mi si colpisce. La legge tace. Che sia una svista, sia pure; l'interesse sociale esige che si colmi tale lacuna del codice penale. Ma spetta forse ai giudici colmarla? Sono essi legislatori? È loro consentito cancellare dalla Dichiarazione dei diritti questa massima sacra: «Nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata»?

E si spingeva oltre: il silenzio della legge non era forse una svista. Il codice puniva il tentativo di assassinio, il tentativo di avvelenamento; se i legislatori non avevano parimenti punito il tentativo di furto, avevano avuto le loro ragioni. Tutt'al più, il suo caso integrava una contravvenzione di polizia municipale: un semplice rumore notturno.

Il Tribunale di cassazione gli diede ragione. Con sentenza del 13 aprile 1793, annullò la condanna, poiché il tribunale della Yonne aveva applicato a un mero tentativo un articolo che contemplava unicamente il furto compiuto e consumato, e rinviò la causa dinanzi al tribunale criminale del Loiret.

Si era nella primavera del 1793; il Tribunale rivoluzionario era sorto da poco, e ben presto a Parigi si sarebbe giudicato sulla base di chiacchiere da caffè. È commovente scorgere, sulle pagine della medesima Gazette, un ladro della Yonne salvato da otto anni di ferri proprio in forza di quel principio che il Terrore si apprestava a calpestare.

Gazette des nouveaux tribunaux, 1793, Tribunale di cassazione, sentenza del 13 aprile 1793 (causa Hugot, tribunale criminale della Yonne).

Accadde oggi negli archivi giudiziari →