Il redattore della «Gazette» confessa la propria ripugnanza in apertura d'articolo: quanto sia penoso il compito, scrive, e quanto orribile l'immagine d'un uomo grondante del sangue di sua madre. Aggiunge che gli antichi legislatori non avevano osato immaginare che un parricidio potesse mai esistere.
Jean-Louis Maurice frequentava le bettole, e non ne usciva mai senza aver smarrito la ragione; il vino lo rendeva furioso. La madre, a dispetto dell'età veneranda, era ogni giorno vittima dei suoi furori. La ingiuriava; armato d'un coltello, la inseguiva, la minacciava. «Vecchia cagna», le diceva, «non perirai che per mano mia».
Un mattino di piovoso, alle nove e mezza, reduce da un'orgia, entrò da lei. La donna era a letto. La sopraffece d'ingiurie e di percosse, le tumefece il volto, minacciò di ucciderla; poi la strappò dal letto e vi si distese al suo posto. La vedova Collignon, che contava novantott'anni, dovette abbandonare il proprio alloggio e andare, a piedi scalzi, a cercar rifugio in un'altra stanza, all'altro capo del cortile.
Maurice fu denunciato. Il chirurgo trovò la vecchia coperta di lividi e di forti contusioni; il suo stato non sarebbe allarmante, scrisse, se l'estrema vecchiezza non la esponesse a una congerie d'accidenti imprevisti. Maurice, interrogato, sostenne di non averla maltrattata: quelle condizioni erano l'esito di una caduta.
Il fascicolo passò dalla polizia al direttore del giurì, il quale volle vedere la madre di persona. La sua ordinanza, dice la «Gazette», giunse tardiva: la vedova Collignon era morta. Il chirurgo dichiarò che le violenze l'avevano condotta alla tomba.
Maurice aveva una sorella e una nipote, la cui indifferenza parve sospetta; furono arrestate. Dichiararono d'essere state assenti al momento del delitto e d'aver denunciato Maurice non appena ne avevano avuto notizia; non concordavano tuttavia su un punto. L'una diceva che la madre, da quella notte in poi, aveva rifiutato ogni cibo; l'altra, che aveva continuato ad attendere alle proprie faccende. Il giurì le prosciolse.
Esso dichiarò che percosse erano state inferte alla vedova, che ne avevano cagionato la morte e che Jean-Louis Maurice le aveva inferte deliberatamente. Il tribunale lo condannò a morte. Resta questo dettaglio d'un mattino di piovoso: una donna di quasi cent'anni, a piedi scalzi nel cortile, mentre il figlio dormiva nel letto di lei.
Gazette des nouveaux tribunaux, anno III, Tribunale criminale del dipartimento di Parigi: causa Jean-Louis Maurice.
