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Armes de la Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRES
Le 54 Storielle della Cancelleria · Parigi, settembre-ottobre 1784

Cinque pistole alla Conciergerie

Cinque pistole, tre quarti di libbra di polvere, ventidue palle. Le nove di sera, la porta della Conciergerie. Un carceriere spira al mattino.

Erano in tre, prigionieri alla Conciergerie del Palais, a Parigi: Barthélemy-Marie Desfaignes, Gabriel de Forges e François-René Jacquin. Ordirono la trama di un'evasione a mano armata.

Desfaignes si procurò, per il tramite d'una persona che dichiarò di non conoscere, cinque pistole d'arcione da tasca, tre quarti di libbra di polvere e ventidue palle. Ne fece la spartizione: due pistole, polvere e palle a de Forges; una pistola, polvere e palle a Jacquin; tenne per sé le due rimanenti e il resto delle munizioni. Come tutto ciò sia penetrato nella Conciergerie, la Gazette non lo dice, ed era precisamente ciò che la giustizia si ostinava a voler sapere.

Martedì 28 settembre 1784, verso le nove di sera, i tre uomini, armati delle pistole caricate a palla, tentarono di forzare le porte della prigione. Fecero fuoco a più riprese. Un colpo, caricato con due palle ed esploso da Jacquin, raggiunse un carceriere, Antoine-Martin Fontenoy, ferendolo gravemente. Un altro, indirizzato contro le guardie, colpì lo stesso Jacquin. Un terzo abbatté Louis-François Dauphin, anch'egli carceriere, che morì per la ferita l'indomani, alle otto del mattino.

La giustizia procedette celere. Il 1º ottobre, il luogotenente generale del baliaggio del Palais condannò i tre uomini a essere arrotati vivi; Desfaignes doveva essere preventivamente sottoposto alla tortura ordinaria e straordinaria, onde strappargli di bocca la rivelazione dei complici. Li condannò inoltre a versare cinquemila lire a titolo di risarcimento danni a Fontenoy, e altrettante a ciascuno dei tre figli minori di Dauphin, oltre a duecento lire per far dire preghiere a Dio per il riposo dell'anima del carceriere. Il 4 ottobre, il Parlamento confermò la sentenza, ordinando che il dispositivo fosse affisso per le stampe segnatamente in tutte le carceri della città.

Quest'ultima disposizione rivela abbastanza a chi la sentenza fosse destinata. S'immagina il manifesto incollato ai muri di Bicêtre, del Châtelet, della Force, e letto da uomini che, a loro volta, stavano lì a contare le porte. Si pensa pure ai tre orfani di Louis-François Dauphin, per i quali il Parlamento aveva fissato il prezzo d'un padre a cinquemila lire a testa.

Gazette des tribunaux, 1784, Parlement de Paris, Tournelle criminelle, arrêt du 4 octobre 1784.

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