Il 16 gennaio 1773, al mulino di Castel-Pic, in Bretagna, fu consumato un furto a opera di sei uomini e d'una donna. Dieci imputati, otto uomini e due donne, finirono per le vie giudiziarie l'uno dopo l'altro. Due d'essi, Louis Coden e Yves Lecun, condannati alle galere dal giudice locale, furono destinati alla forca in grado d'appello; Lecun, ormai prossimo alla morte, confessò l'innocenza di Coden e gli salvò la vita.
Era un primo monito. Nessuno volle intenderlo.
Il 30 giugno 1774, la commissione di Rennes condannò al medesimo supplizio altri quattro imputati: Philippe Perrot, Jean Le Gonidec e due sorelle, Marie ed Élisabeth Lescop. Eppure il mugnaio e le due fantesche, soli testimoni del misfatto, avevano dichiarato d'ignorare se l'una o l'altra di quelle donne fosse colei che, dentro il mulino, aveva affardellato la refurtiva: voltava loro le spalle, non se ne era scorto il volto.
Nella camera criminale di Rennes, i quattro condannati stavano tra le mani dei confessori. Perrot e Le Gonidec chiesero allora favella: per sgravio di coscienza, intendevano rendere edotta la giustizia che le due donne presenti ai loro occhi, pronte a perire al pari d'essi, erano innocenti, del tutto estranee alla rapina. Supplicavano che si facesse chiamare il relatore del processo.
Il relatore, che la Gazette appella unicamente «il signor di…», fece il suo ingresso. Il cancelliere aveva incominciato a stendere il verbale; quegli glielo troncò. Quegli uomini non erano che mentitori, ribaldi; si guardava bene dal consentire che si registrasse la loro impostura; era la tresca avuta con quelle femmine a indurli a favorirle. I sacerdoti, il cancelliere, i cursori, il carceriere gli fecero presente come non vi fosse memoria d'un rifiuto opposto all'estrema confessione d'un morituro. Replicò di non voler esporre quegli scellerati a dannarsi l'anima. Alle due donne rinfacciò la nascita bastarda. «Che monta ciò, Monsignore, ribatté l'una d'esse, son forse per questo più colpevole?» Un prete osò insinuare un'obiezione; non erano affari suoi. Il cancelliere e il carceriere rammentarono, per ultimo schermo, la sorte di Louis Coden. Il signor di… mandò a chiamare il carnefice.
I quattro rei furono condotti al supplizio. Si giustiziò uno degli uomini, poi una donna, indi l'altro uomo. Il boia, da parte sua, suggerì a Élisabeth Lescop di dichiararsi gravida. I chirurghi sentenziarono di non potersi pronunciare prima che fossero trascorsi quattro mesi.
Quei quattro mesi le valsero la vita. Il re ordinò di sospendere l'esecuzione e accordò lettere di revisione indirizzate al Parlamento di Bretagna, il quale, con sentenza del 5 luglio 1777, prosciolse Élisabeth Lescop da ogni accusa. Sua sorella Marie era spirata tre anni innanzi, innocente, per volere d'un uomo che s'era ostinato a non intendere.
L'ultima parola di questa memoria non appartiene ai giudici né agli avvocati, bensì al boia: fu lui a rinvenire il solo modo per guadagnare tempo.
Gazette des tribunaux, 1778, Parlement de Bretagne : révision du procès d'Élisabeth Lescop (arrêt du 5 juillet 1777).
