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Armes de la Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRES
Le 54 Storielle della Cancelleria · Parigi, 1793

Il gendarme che voleva servire un re

Il re è morto; il gendarme abbandona le sue insegne. Al caffè, vagheggia la vendetta. Giudicato l’8 agosto, giustiziato il giorno stesso.

André Jonas aveva trentun anni e serviva come gendarme nazionale nella ventitreesima divisione. Non appena apprese la morte del ci-devant re, depose le armi, abbandonò le sue insegne e riparò a Parigi.

Non vi mantenne alcun ritegno. Nel mese di maggio del 1793, a più riprese, sul boulevard, in un caffè e altrove, andò ripetendo che dopo un simile attentato non poteva più rimanere nell’esercito. La Gazette ha conservato le sue parole, con un vuoto tipografico al posto del termine più triviale: «Sono forse fatto per servire la Nazione? Niente affatto. Io voglio servire un re. Parto per Rouen. Il mio disegno è vendicare la morte di Luigi XVI. Ne cercherò ogni mezzo. Il denaro non mi manca. Ne ho quanto ne voglio.»

Tali propositi indignarono chiunque li udisse. Fu denunciato al comitato di sorveglianza della sezione del Temple, che raccolse varie deposizioni e lo sottopose a interrogatorio; l’amministrazione di polizia spiccò un mandato di cattura; fu rinchiuso a Sainte-Pélagie, quindi tradotto dinanzi al Tribunale rivoluzionario.

All’udienza, riferisce la Gazette, la precisione e la concordanza delle testimonianze lo costrinsero al silenzio. L’uomo che parlava con tanta arroganza nei caffè del boulevard non ebbe più nulla da dire.

I giurati dichiararono accertato che sul boulevard del Temple, in un caffè e altrove, alla presenza di diversi cittadini, erano stati tenuti discorsi intesi alla dissoluzione della Repubblica e alla restaurazione della monarchia; che André Jonas li aveva proferiti, e con animo malvagio. Il Tribunale lo condannò a morte in virtù della legge del 4 dicembre 1792, dichiarò confiscati i suoi beni e ordinò che l’esecuzione avvenisse sulla place de la Révolution. Sentenza dell’8 agosto 1793; esecuzione il giorno medesimo.

Non si sa se possedesse davvero del denaro, né cosa intendesse fare a Rouen. Il fascicolo non contiene altro che parole. Bastarono: tra la sentenza e il patibolo non trascorsero che poche ore.

Gazette des nouveaux tribunaux, 1793, Tribunale criminale rivoluzionario, sentenza dell’8 agosto 1793.

Accadde oggi negli archivi giudiziari →