Aller au contenu
Armes de la Maison BeaulieuMAISON BEAULIEUAB ÉDITIONS · CUISINE & LETTRES
Le 54 Storielle della Cancelleria · Parigi, 1774-1775

I pagherò gettati alle fiamme

Il servitore aveva prestato i propri risparmi alle padrone. Esse diedero alle fiamme le sue cambiali. Gli fu intimato che sarebbe finito sulla forca.

Joseph Feron, detto Lafrance, entrò al principio del 1774 al servizio delle dame D… Credeva la casa opulenta; gli si promisero quattrocento lire tornesi di salario per attendere al tempo stesso alla cucina e al servizio ordinario. Possedeva qualche peculio, messo da parte in lunghi anni di servitù.

Le padrone gli manifestarono tosto una grande confidenza, e la «Gazette» vi aggiunge subito: avevano il loro disegno. Lungi dal trovarsi nell’agiatezza, cercavano denari a ogni costo. Indussero il domestico ad anticipare loro seicento lire contro un pagherò che tenevano in portafogli; avrebbero voluto fargliene prendere un altro di milleottocento lire, ma egli non disponeva che di venticinque luigi.

Feron comprese ben presto di essersi spinto troppo oltre. Trovandosi egli pure a corto di quattrini, reclamò le somme anticipate. Un giorno, la dama di L… gli disse di avere appena ricevuto una somma cospicua e che gli bastava rimetterle i titoli per averne il saldo. Egli trasse dalla saccoccia il biglietto di seicento lire e un altro di centodieci, per minute anticipazioni fatte alla casa, e li posò su un cassettone. La dama passò nella camera adiacente; egli rimase nella sala da pranzo a sbrigare il servizio, persuaso che ella stesse per riportargli i suoi denari. La donna tornò a sedersi a tavola. I biglietti erano appena stati fatti a pezzi e gettati al fuoco.

Egli se ne dolse con amarezza, mostrò un lembo superstite ove ancora si leggeva il suo nome. Allora gli si confessò di non poterlo pagare, promettendo di farlo al più presto.

Il seguito è una rovina a precipizio. L'uomo che aveva sottoscritto la tratta di seicento lire dichiarò di non averne mai percepito il controvalore. Di ritorno da un viaggio in cui aveva scortato la figlia di una delle padrone, Feron trovò la cassetta forzata e le proprie robe involate; riconobbe perfino una delle sue camicie indosso al giovinetto di casa. Un procuratore del vicinato gli disse che non v'era rimedio alcuno: quelle dame erano del tutto insolventi. Lo si indirizzò presso un pubblico ufficiale loro amico, il quale lo accolse bruscamente, dandogli del furfante e gridandogli che lo avrebbe fatto impiccare.

Feron chiese il saldo dei conti e affastellò quel poco che gli restava. Il foglio s'arresta qui. La rubrica della causa ne dice tuttavia il séguito: le sue creditrici si fecero sue delatrici, egli fu incolpato di capi gravissimi e una sentenza lo prosciolse. La minaccia dell'ufficiale non era dunque una voce gettata al vento: furono le debitrici a sporgere querela, e fu il creditore a sedere sul banco degli imputati.

Gazette des tribunaux, 1775, Parlamento di Parigi, Tournelle criminale: causa di Joseph Feron, detto Lafrance, contro le dame D…

Accadde oggi negli archivi giudiziari →