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Le 54 Storielle della Cancelleria · Île de France (Mauritius) e Versailles, 1778-1781

Il cancelliere dell'Île de France

Aveva fatto revocare una pensione al segretario dell'intendente. Processo per concussione, giudice relatore nemico, sospensione dalla carica. Versailles cassa ogni cosa.

L'Île de France, che oggi chiamiamo isola Mauritius, era lontana da Versailles; abbastanza lontana perché una bega di scrivania vi si trasformasse in persecuzione.

Il signor Loustau era cancelliere capo del Consiglio superiore dell’isola e, annota la Gazette, godeva di universale stima. Il mutamento dell’intendente segnò per lui l’inizio delle più aspre vessazioni. Pare che il signor Bailly, segretario dell’intendenza, gli fosse divenuto nemico giurato poiché Loustau gli aveva fatto sopprimere una pensione di milleduecento lire prelevata sui proventi della cancelleria. Pare altresì che un nuovo procuratore generale, giunto nel giugno del 1778, non gli fosse punto più favorevole.

Gli si suscitarono allora diversi processi criminali. Il procuratore generale e l’intendente lo denunciarono come reo di concussione e prevaricazione nell’esazione dei diritti del suo ufficio. Un arresto del Consiglio superiore decretò contro di lui la comparizione personale, gli sospese gli emolumenti e gli assegnò quale relatore un consigliere che egli considerava tra i suoi peggiori nemici; Loustau lo ricusò, ma una sentenza del 9 gennaio 1779 dichiarò la ricusazione temeraria e lo condannò a duecento lire di ammenda.

Egli ricorse al Consiglio del re. Il 15 settembre 1779, quest’ultimo annullò l’intera procedura, lo reintegrò nelle sue funzioni e ordinò il saldo dei suoi stipendi. Ma mentre egli perorava la propria causa a Versailles, i suoi avversari, lungi dal disarmare, moltiplicarono le querele; un nuovo arresto pronunciato sull’isola lo condannò a restituzioni pecuniarie, a ingiunzioni infamanti e ad ammende risarcitorie nei confronti dell’intendente.

Il 6 gennaio 1781, tre sentenze del Consiglio del re gli diedero pienamente ragione. La prima cassò l’intero procedimento penale e dichiarò nulle le scuse pubbliche che era stato condannato a porgere all’intendente. La seconda lo prosciolse dall’accusa di falso promossa da un tal signor Rivière, qualificò tale imputazione come calunniosa e vessatoria, e condannò l’accusatore al risarcimento dei danni e degli interessi.

Si misura, scorrendo queste date, quale fosse il corso della giustizia d’una colonia: mesi di navigazione per ogni istanza, sentenze che s’incrociavano lungo la rotta, nemici che guadagnavano sull’isola il tempo che si perdeva a Versailles. Il cancelliere finì per averla vinta; ma gli occorsero quasi tre anni e, ai suoi incartamenti, interminabili traversate attorno all’Africa.

Gazette des tribunaux, 1781, Consiglio del re: piena giustificazione del signor Loustau, cancelliere capo del Consiglio superiore dell’Île de France (sentenze del 15 settembre 1779 e del 6 gennaio 1781).

Accadde oggi negli archivi giudiziari →