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Le 54 Storielle della Cancelleria · Chazelles-sur-Lavieu, nel Forez, 1783-1784

Un solo nemico

A Chazelles, due piedi appena separavano i letti dei coniugi. La pistola non sbagliò dormiente. La giustizia, invece, fallì due volte.

Il 9 gennaio 1783, alle undici della notte, in una dimora di Chazelles, nel Forez, un colpo di pistola caricato a due palle freddò nel suo letto il signor Morel de la Combe, giudice castellano di Lavieu. Egli non dormiva in quella camera del primo piano che dalla vigilia, per via di taluni lavori di restauro che andava facendo compiere nella propria casa. Il suo giaciglio posava in un’alcova; quello della consorte non ne distava che un paio di piedi, e una medesima cortina serrava l’uno e l’altro.

La dama Morel dormiva. Fu destata dalla detonazione e scorse nel medesimo istante il corpo insanguinato del marito. Chiamò soccorso; già l’omicida era dileguato. Lei non era stata toccata. Chi aveva fatto fuoco sapeva dunque, con l’esattezza di due piedi, nel buio più fitto, quale dei due letti andasse cercando.

Bisogna convenire che la giustizia di provincia, non appena un delitto getta il terrore in una contrada, muove anzitutto verso chi le capita più a tiro. L’indomani stesso si trasse in arresto Pierre Barou, falegname, il quale aveva lavorato ai restauri della casa e ne conosceva, per l’effetto, ogni andito e recesso; indi si molestò un altro Barou, Benoît, oste a Chazelles. I sospetti erano vaghi; ma un uomo che abbia avuto la chiave d’una camera è sempre, agli occhi della plebe, colui che l’ha aperta.

Fu allora che comparve nella vicenda una femmina che la Gazette non nomina. Costei serbava rancore al curato della parrocchia, il signor Mosnier, a cagione d’un matrimonio sfumato di cui s’indovina ch’egli fosse stato l’inciampo o il testimone. Andò ella a denunziare alla giustizia che era stato il curato a insinuare il delitto nell’animo del legnaiolo. Non lo si accusava d’aver premuto il grilletto; lo si accusava, cosa assai più vile, d’averlo soffiato.

Il baliaggio di Montbrison decretò la cattura del curato, e un sacerdote la cui intera esistenza era trascorsa monda da ogni biasimo, stimato dai superiori e caro ai parrocchiani, fu condotto nelle carceri di Montbrison quale mandante d’un assassinio.

Egli interpose appello alla Tournelle del Parlamento di Parigi, e il suo difensore stese per lui una memoria di cui la Gazette ha giudicato opportuno citare le prime pagine, tanto esse apparivano trascendere il caso particolare. L’avvocato non vi perora soltanto per il proprio cliente. Fa egli osservare come a questo curato sia bastato un solo nemico per vedersi denunziato e tradotto in ceppi; e domanda quanti uomini di mondo, costretti a lottare contro passioni gelose e odi pervicaci, non debbano tremare dinanzi alla facilità con cui è dato calunniarli o persino mandarli alla rovina. V’aggiunge poi questa chiosa, che ogni magistrato dovrebbe tenere costantemente innanzi agli occhi: che i veri colpevoli si fanno sovente scudo proprio di tali delazioni, da essi talvolta ispirate, per sottrarsi alle ricerche della giustizia.

Il 18 marzo 1784, un arresto ordinò che il curato fosse provvisoriamente rimesso in libertà.

Ed è qui che la Gazette si arresta. Nulla dice della sorte toccata ai due Barou; nulla dice di ciò che avvenne della delatrice; e soprattutto non dice chi, in una gelida notte di gennaio, sia penetrato in una stanza occupata soltanto dalla vigilia, scegliendo senza esitare, fra due letti discosti di due piedi, proprio quello del giudice. Chi sapeva che il castellano aveva mutato camera? I manovali, indubbiamente. La servitù di casa, di certo. E forse qualcun altro ancora, a cui la giustizia di Montbrison non badò mai, tutta intenta com’era a prestare orecchio a una donna in collera.

Così rimane aperto, da due secoli e mezzo, il caso di Chazelles, ove si vide un legnaiolo arrestato per aver lavorato nella casa, e un prete gettato in prigione per aver avuto un solo nemico.

Fonte: Gazette des tribunaux, t. XXI, 1786, Tournelle criminelle del Parlamento di Parigi, accusa di assassinio premeditato. Il testo digitalizzato reca «Chamelles» e «Mord», due refusi d'origine ottica (OCR).

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